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Qui Nietzsche si riferisce agli scritti dell'età matura di Kant, in particolare alla Critica della ragione pratica. Se nella Critica della ragion pura il tema dominante era la contestazione della pretesa della ragione di oltrepassare i limiti dell'esperienza sensibile e, contemporaneamente, la contestazione dello scetticismo humeano che faceva un uso ridotto della ragione e delle sue potenzialità entro un empirismo radicale, il tema fondamentale della Critica della ragion pratica sarà riportare l'uso della ragione applicata alla condotta di vita ai suoi limiti, quelli che sono propri dell'uomo razionale come essere finito, non onnipotente, non onnisciente, non un sacco di altre cose definibili come attributi divini. Ma,
l'oggetto prevalente di questa opera è l'esame delle condizioni della morale,
la quale si rivela nella sua pienezza solo a partire dall'imperativo
categorico, che proprio in quanto tale, assoluto ed incondizionato, non è
derivabile da alcun altro principio che non sia o Dio, o la ragione umana pura.
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