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Tutti gli uomini, di tutte le epoche, e ancora oggi, si dividono
in schiavi e liberi; perché chi non dispone di due terzi della sua giornata è
uno schiavo, qualunque cosa sia per il resto: uomo di stato, commerciante,
impiegato statuale, studioso.
Prossimi alla follia. - La somma dei sentimenti, delle
conoscenze, delle esperienze, l'onere complessivo della civiltà, insomma, è
divenuto così grande che c'è un pericolo generalizzato di sovreccitazione
della capacità nervosa e mentale, anzi, le glassi colte dei paesi europei sono
ormai completamente nevrotiche e in quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno
prossimo alla follia. E' vero che oggi si favorisce la salute in tutti i modi;
ma fondamentalmente rimane la necessità di una riduzione di quella tensione del
sentimento, di quello schiacciante onere della civiltà che, anche qualora
dovesse venire pagato con gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un
nuovo Rinascimento. Prossimi alla follia. - La somma dei sentimenti, delle
conoscenze, delle esperienze, l'onere complessivo della civiltà, insomma, è
divenuto così grande che c'è un pericolo generalizzato di sovreccitazione
della capacità nervosa e mentale, anzi, le glassi colte dei paesi europei sono
ormai completamente nevrotiche e in quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno
prossimo alla follia. E' vero che oggi si favorisce la salute in tutti i modi;
ma fondamentalmente rimane la necessità di una riduzione di quella tensione del
sentimento, di quello schiacciante onere della civiltà che, anche qualora
dovesse venire pagato con gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un
nuovo Rinascimento. Prossimi alla follia. - La somma dei sentimenti, delle
conoscenze, delle esperienze, l'onere complessivo della civiltà, insomma, è
divenuto così grande che c'è un pericolo generalizzato di sovreccitazione
della capacità nervosa e mentale, anzi, le glassi colte dei paesi europei sono
ormai completamente nevrotiche e in quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno
prossimo alla follia. E' vero che oggi si favorisce la salute in tutti i modi;
ma fondamentalmente rimane la necessità di una riduzione di quella tensione del
sentimento, di quello schiacciante onere della civiltà che, anche qualora
dovesse venire pagato con gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un
nuovo Rinascimento. Prossimi alla follia. - La somma dei sentimenti, delle
conoscenze, delle esperienze, l'onere complessivo della civiltà, insomma, è
divenuto così grande che c'è un pericolo generalizzato di sovreccitazione
della capacità nervosa e mentale, anzi, le glassi colte dei paesi europei sono
ormai completamente nevrotiche e in quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno
prossimo alla follia. E' vero che oggi si favorisce la salute in tutti i modi;
ma fondamentalmente rimane la necessità di una riduzione di quella tensione del
sentimento, di quello schiacciante onere della civiltà che, anche qualora
dovesse venire pagato con gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un
nuovo Rinascimento. Prossimi alla follia. - La somma dei sentimenti, delle
conoscenze, delle esperienze, l'onere complessivo della civiltà, insomma, è
divenuto così grande che c'è un pericolo generalizzato di sovreccitazione
della capacità nervosa e mentale, anzi, le glassi colte dei paesi europei sono
ormai completamente nevrotiche e in quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno
prossimo alla follia. E' vero che oggi si favorisce la salute in tutti i modi;
ma fondamentalmente rimane la necessità di una riduzione di quella tensione del
sentimento, di quello schiacciante onere della civiltà che, anche qualora
dovesse venire pagato con gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un
nuovo Rinascimento. Prossimi alla follia. - La somma dei sentimenti, delle
conoscenze, delle esperienze, l'onere complessivo della civiltà, insomma, è
divenuto così grande che c'è un pericolo generalizzato di sovreccitazione
della capacità nervosa e mentale, anzi, le glassi colte dei paesi europei sono
ormai completamente nevrotiche e in quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno
prossimo alla follia. E' vero che oggi si favorisce la salute in tutti i modi;
ma fondamentalmente rimane la necessità di una riduzione di quella tensione del
sentimento, di quello schiacciante onere della civiltà che, anche qualora
dovesse venire pagato con gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un
nuovo Rinascimento. La somma dei sentimenti, delle conoscenze, delle esperienze,
l'onere complessivo della civiltà, insomma, è divenuto così grande che c'è
un pericolo generalizzato di sovreccitazione della capacità nervosa e mentale,
anzi, le glassi colte dei paesi europei sono ormai completamente nevrotiche e in
quasi tutte le grandi famiglie c'è qualcuno prossimo alla follia. E' vero che
oggi si favorisce la salute in tutti i modi; ma fondamentalmente rimane la
necessità di una riduzione di quella tensione del sentimento, di quello
schiacciante onere della civiltà che, anche qualora dovesse venire pagato con
gravi perdite, ci fa tuttavia fortemente sperare in un nuovo Rinascimento.
Pieno di riguardi. - Non voler offendere né danneggiare nessuno
può essere segno di una mentalità equa, ma anche di una timorosa.
Bontà materna. - Certe madri hanno bisogno di figli felici
onorati; altre di figli infelici: altrimenti la loro bontà materna non può
manifestarsi.
L'ipocrita più raffinato. - Non parlare per niente di sé è
un'ipocrisia molto raffinata.
Contro i visionari. - Il visionario nega la verità di fronte a
se stesso, il bugiardo solo di fronte agli altri.
Musica d'oggi. - Questa musica modernissima, con i suoi polmoni
forti e i nervi deboli, è la prima a spaventarsi di se stessa.
Troppo e troppo poco. - Oggi gli uomini vivono troppe cose e
riflettono troppo poco: hanno insieme fame e colica, e perciò diventano sempre
più magri, per quanto mangino. Chi oggi dice: "Non mi è mai successo
niente", è uno sciocco.
Non far valere il proprio diritto. - Esercitare il potere costa
fatica e richiede coraggio. Perciò tanti non fanno valere il loro buon,
buonissimo diritto, perché questo diritto è una specie di potere, e loro
invece sono troppo pigri o troppo vigliacchi per esercitarlo. Indulgenza e
pazienza vengono chiamate le virtù che mascherano questi difetti.
Poco per volta mi si è chiarito che cosa è stata fino a oggi
ogni grande filosofia: cioè la confessione del suo ideatore, una specie di mémoires
involontari e inavvertiti... Di conseguenza non credo che il padre della
filosofia sia un "istinto della conoscenza", ma che qui, come ovunque,
un altro istinto si sia servito della conoscenza (e della falsa conoscenza!)
come strumento. Ma chi consideri gli istinti fondamentali dell'uomo per vedere
in che misura essi possano aver avuto un ruolo di geni ispiratori (o demoni, o
coboldi), troverà che tutti gli istinti hanno già praticato la filosofia, e
che ciascuno di essi vorrebbe fin troppo volentieri presentarsi come lo scopo
finale dell'esistenza e signore legittimo di tutti gli altri istinti. Ciascun
istinto infatti aspira al dominio: e come tale cerca di fare filosofia.
Nei singoli la follia è una rarità: ma nei gruppi, nei
partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.
Il fascino della conoscenza sarebbe il minimo se sulla sua
strada non dovessimo superare tanta vergogna.
Si è estremamente disonesti verso il proprio Dio: egli non può
peccare!
I genitori rendono involontariamente il figlio simile a loro -
questo lo chiamano "educazione" -, nessuna madre, nel profondo del suo
cuore, dubita di aver partorito a se stessa una proprietà, partorendo un
figlio, nessun padre si nega il diritto di sottometterlo alle sue idee e ai suoi
criteri di valore. Un tempo addirittura al padre pareva giusto disporre a suo
piacimento della vita e della morte del figlio appena nato (come tra gli antichi
germani).
Noi, che abbiamo un'altra fede, noi, per i quali il movimento
democratico non è solo una forma di decadenza dell'organizzazione politica ma
una forma di decadenza e cioè di riduzione dell'uomo, un suo diventare mediocre
e perdere di valore: dove dobbiamo rivolgerci noi con le nostre speranze? Verso
nuovi filosofi, non rimane altra scelta; verso spiriti abbastanza forti e
indipendenti da poter stimolare opposti giudizi di valore e rivalutare e
capovolgere «valori eterni»; verso precursori, verso uomini del futuro, che già
oggi formano quei lacci e quei nodi che costringeranno la volontà di millenni
verso nuove strade. Per insegnare all'uomo che il suo futuro è volontà,
dipendente da una volontà umana e per preparare grandi avventure e tentativi
collettivi di disciplina e di educazione, per mettere fine in tal modo
all'orribile dominazione dell'assurdo e del caso che si è chiamata «storia» -
l'assurdo della «maggioranza» è solo la sua forma più recente - perciò sarà
necessario un giorno un nuovo tipo di filosofi e di detentori del comando di
fronte alla cui immagine tutti gli spiriti nascosti, terribili e benefici che
sono esistiti sulla terra, figureranno pallidi e deformi. L'immagine di tali
condottieri è quella che ci sta davanti agli occhi - posso dirlo forte, voi
spiriti liberi? Le circostanze, che bisognerebbe in parte creare e in parte
sfruttare per la loro nascita, le presumibili vie e le prove grazie alle quali
un'anima potrebbe giungere a una tale altezza e a una tale potenza da sentire il
vincolo a questi compiti, un capovolgimento dei valori sotto la cui nuova
pressione e sotto il cui martello una coscienza verrebbe temperata come acciaio
e un cuore trasformato in bronzo, così da poter reggere al peso di una tale
responsabilità. D'altro canto la necessità di tali condottieri, il terribile
pericolo che essi possano mancare o fallire e degenerare, queste sono le nostre
vere preoccupazioni e i turbamenti, lo sapete voi, voi spiriti liberi? Questi
sono i nostri pesanti, lontani pensieri e le tempeste che passano nel cielo
della nostra vita. Ci sono pochi dolori così acuti come l'aver visto,
indovinato e partecipato al modo in cui un uomo straordinario si è allontanato
dalla sua strada ed è degenerato. Chi però possiede la rara attenzione al
comune pericolo che l'uomo stesso degeneri, chi come noi ha riconosciuto la
mostruosa casualità che finora ha giocato il suo gioco sul futuro dell'uomo -
un gioco al quale non ha partecipato né una mano e neppure un «dito di Dio»!
- chi scopre la fatalità che giace nascosta nell’idiota ingenuità e nella
fiduciosa credulità delle «idee moderne», e ancor più in tutt'intera la
morale cristiano-europea, costui soffrirà un'angoscia con la quale nessun'altra
si lascia paragonare, con un unico sguardo egli abbraccerà tutto ciò che con
una concentrazione e un incremento favorevole di forze e di compiti ci sarebbe
ancora da ottenere con l'educazione dall'uomo, egli sa con tutto il sapere della
sua coscienza come l'uomo non sia ancora esaurito per le massime possibilità e
come il tipo «uomo» sia stato già spesso vicino a decisioni segrete e a nuove
vie, egli sa ancor meglio per un suo ricordo dolorosissimo contro quali
miserabili cose un essere in divenire, di altissimo rango, fino ad oggi si sia
infranto, sfasciato, sia colato a picco, sia divenuto miserabile. La totale
degenerazione dell'uomo giù fino a ciò che oggi appare ai babbei socialisti e
alle teste vuote come il loro «uomo del futuro», come il loro ideale, questa
degenerazione e deprezzamento dell'uomo a perfetto animale del gregge (o come
essi dicono in uomo della «società libera»), questo abbrutimento dell'uomo in
bestiola con uguali diritti ed esigenze è possibile, non vi è alcun dubbio!
Chi ha pensato a questa possibilità fino in fondo, almeno una volta, conosce
una nausea in più rispetto agli altri uomini, e forse anche un nuovo compito!
Un filosofo: un filosofo è un uomo che costantemente vive,
vede, sente, intuisce, spera, sogna cose straordinarie; che viene colpito dai
suoi propri pensieri come se venissero dall'esterno, da sopra e da sotto, come
dalla sua specie di avvenimenti e di fulmini; che forse è lui stesso un
temporale gravido di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale sempre
rimbomba e rumoreggia e si spalancano abissi e aleggia un'aria sinistra. Un
filosofo: ahimè, un essere che spesso fugge da se stesso, ha paura di se stesso
- ma che è troppo curioso per non "tornare a se stesso" ogni volta.
Che cos'è la felicità? La sensazione che la potenza cresce che
si sta superando una resistenza. Le idee più preziose vengono trovate per ultime; ma le idee più
preziose sono i metodi
Ah, sono sempre pochi coloro il cui cuore ha lungo coraggio e lunga baldanza; e a questi anche lo spirito rimane paziente. Ma tutto il resto è vile. Il resto: sono sempre i più, il quotidiano, il superfluo, i troppi – tutti costoro sono vili! Così parlò Zarathustra
Chi disprezza se stesso si apprezza tuttavia ancora come disprezzatore. Al di là del bene e del male
Chi non ha già una volta sacrificato se stesso
per la sua buona reputazione? Ciò che fa meraviglia, nella religiosità degli antichi Greci, è la strabocchevole pienezza di gratitudine che ne prorompe: è un tipo d'uomo nobilissimo, quello che si pone così di fronte alla natura e alla vita! Più tardi, quando in Grecia la plebe prese il sopravvento, la paura lussureggiò anche nella religione: si andava preparando il cristianesimo. Al di là del bene e del male Ciò che si fa per amore è sempre al di là del
bene e del male. Colui che disse "Dio è uno spirito" – compì il più grande passo e salto verso l'incredulità che mai si vide in terra: a queste parole non si rimedierà facilmente in terra. Così parlò Zarathustra
Dio creò la donna. E, a dir vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche molte altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio. L'Anticristo Dormire non è poca arte: è necessario vegliare tutto il giorno per giungervi. Così parlò Zarathustra Dove non entrano amore e odio, la donna si
comporta con mediocrità. Dovete avere solo nemici da odiare, e non nemici
da disprezzare: dovete essere orgogliosi del vostro nemico. Il cristianesimo dette da bere il veleno a Eros.
Questi non ne morì, ma ben degenerò, in vizio. |