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novembre 1888:
Quel che è spiacevole e nuoce
alla mia modestia è che io, in fondo, sia ogni nome nella storia; anche per i
figli che ho messi al mondo le cose stanno in modo tale, che rifletto con una
qualche diffidenza se tutti quelli che vengono nel “regno di Dio” vengano
anche da Dio. Per due volte, questo autunno, mi sono trovato, vestito il meno
possibile, al mio funerale, dapprima come conte Robilant (- no, questi è mio
figlio, in quanto io sono Carlo Alberto, la mia natura sotto) ma Antonelli ero
proprio io. Caro signor professore, lei dovrebbe vedere questo edificio; dato
che sono assolutamente inesperto nelle cose che creo, a lei qualsiasi critica;
io sono grato, senza poter promettere di trarre vantaggio. Noi artisti siamo
incorreggibili. – Oggi mi sono vista un’operetta –genial-moresca – e
anche constatato con piacere, in questa occasione, che adesso Mosca come pure
Roma sono cose grandiose. Vede, anche per il paesaggio cono mi si nega del
talento. – Rifletta, facciamo una bella chiacchierata, Torino non è lontana,
per ora non ci sono impegni professionali molto seri, sarebbe possibile
procurare un bicchiere di valtellinese. Prescritto il negligè. Con cordiale
affetto,
Suo Nietzsche
5 gennaio 1889:
Vado dappertutto nel mio
vestito da studente, qua e là batto sulla spalla a qualcuno e dico: siamo
contenti? son dio, ho fatto questa caricatura…
Domani viene il mio figlio Umberto con la graziosa Margherita, che qui, però,
riceverò ugualmente in maniche di camicia.
Il resto per la signora Cosima… Arianna… Di quando in quando si fanno
incantesimi…
Ho fatto mettere in catene Caifa; l’anno scorso sono stato crocefisso in
maniera molto penosa dai medici tedeschi. Aboliti Guglielmo, Bismarck e tutti
gli antisemiti.
Di questa lettera lei può fare qualsiasi uso che non mi diminuisca nella
considerazione dei basileesi.
5 gennaio 1889
Caro signor professore,
alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che Dio; ma
non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato, da tralasciare, per
causa sua, la creazione del mondo. Lei vede, bisogna fare sacrifici, come e dove
si viva. – Tuttavia, mi sono riservata una piccola camera da studente che si
trova di fronte al Palazzo Carignano (- nel quale sono nato come Vittorio
Emanuele) e oltre a ciò permette di sentire, dal proprio tavolo di lavoro, la
magnifica musica nella Galleria Subalpina. Pago 25 franche con servizio, preparo
il mio tè e faccio tutte le spese da solo, soffro di stivali rotti e ringrazio
ogni momento il cielo per il vecchio mondo, per il quale gli uomini non sono
stati abbastanza semplici e silenziosi. – Poicè sono condannato a
intrattenere la prossima eternità con cattive spiritosaggini, ho qui
un’attività scrittoria, che invero non lascia nulla a desiderare, molto
carina e nient’affatto faticosa. La posta è a cinque passi, imbuco io stesso
le lettere per trasmettere il grande fogliettonista “der grende monde”.
Naturalmente, sono in stretti rapporti con il Figaro, e affinchè lei abbia
un’idea di quanto io possa essere innocuo, ascolti le mie prime due cattive
spiritosaggini:
Non prenda troppo sul serio il caso Prado. Io sono Prado, sono anche il padre di
Prado, oso dire che sono anche Lesseps…. Vorrei dare ai miei parigini, che
amo, una nuova idea - quella del criminale dabbene.
Seconda spiritosaggine. Saluto gli immortali. Daudet appartiene ai quarante.
Astu (così di firma Nietzsche. Che cosa
significa “Astu”? Secondo il Bernoulli, a cui rimandano tutti i
commentatori, Astu sarebbe per Aster, l’eroe che s’incontra nella satira di
Daudet, apparsa nel 1888 col titolo L’Immortel e diretta contro l’Accademia
di Francia. Si tratterrebbe insomma di un lapsus patologico di Nietzsche, in
preda ai sogni provocati dal cloralio.. Sembra poco probabile che Nietzsche,
dopo aver scritto giusto il nome di Daudet, storpi poi aster in Astu. E se fosse
un nome inventato da lui? Un amico torinese appassionato cultore di Nietzsche,
cioè Italo Dongiovanni, ha perfino pensato che Astu volesse dire “astuto”)
* Nietzsche intende la regina Margherita.
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