Napoleone

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Si deve a Napoleone (e niente affatto alla Rivoluzione francese, che ha avuto di mira la 'fraternità' tra i popoli, nonchè universali, fioriti scambi di sentimenti) il fatto che ora possono succedersi un paio di secoli bellicosi di cui non esiste l'uguale nella storia, insomma il nostro avvenuto ingresso nell'età classica della guerra, della guerra dotta e al tempo stesso popolare nella più vasta scala (di mezzi, di attitudini, di disciplina), verso la quale tutti i secoli venturi, quasi fosse un frammento di perfezione- infatti il movimento nazionale da cui germoglia questa gloria guerriera é solo il contro-choc a Napoleone, e senza Napoleone non si sarebbe verificato. A costui dunque si potrà attribuire un giorno il fatto che in Europa l'uomo é divenuto ancora una volta signore del mercante filisteo; forse perfino della 'donna', che é stata blandita dal cristianesimo, dallo spirito stravagante del secolo XVIII e ancor più dalle 'idee moderne'. Napoleone, che vedeva nelle idee moderne e proprio nella civilizzazione qualcosa come un nemico personale, ha confermato, con questa sua ostilità, di essere uno dei più grandi prosecutori del Rinascimento: egli ha nuovamente portato in luce un intero frammento dell'antica sostanza, quello decisivo forse, il frammento di granito. E chissà che questo frammento dell'antica sostanza non ridiventi finalmente dominatore del movimento nazionale e non debba farsi l'erede e il prosecutore di Napoleone in senso affermativo: Napoleone, il quale voleva, come é noto, un'Europa unita, perchè fosse signora della terra. (La gaia scienza, af. 362)