Schopenhauer come cadenza finale (stato enteriore alla rivoluzione): compassione, sensualità,
arte, debolezza della volontà, cattolicesimo dei desideri spirituali- questo 'au
fond' é buon secolo XVIII. L'equivoco fondamentale sulla volontà in
Schopenhauer (come se le brame, l'istinto, l'impulso fossero l'essenziale nella
volontà) é tipico: svalutazione della volontà, fino a misconoscerla. Così
pure l'odio contro il volere: tentativo di ravvisare nel non voler più, nell'
'essere un soggetto senza scopo nè intenzione' ( nel 'soggetto puro, privo di
volontà') qualcosa di superiore, anzi la cosa suprema, ciò che ha valore.
Grande sintomo della stanchezza o della debolezza della volontà: perchè la
volontà è precisamente ciò che tratta da padrona i desideri, prescrive loro
il cammino e la misura... (La volontà di potenza, af. 84)