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L'opera Umano troppo umano inaugura la seconda fase del pensiero di
Nietzsche, in cui il filosofo attua una radicale critica della cultura, in
particolare della metafisica e della religione cristiana. Contemporaneamente il filosofo abbandona l'estetismo e la cieca
ammirazione per Wagner perché
vi vede in lui motivi di cedimento al cristianesimo e alla rassegnazione.(il Parsifal viene ora definito il culmine
della decadenza europea), per esaltare la musica "mediterranea" di
Rossini e Bizet. Egli matura inoltre la decisione di lasciare gli studi filologici "dotti e insipidi". Progetta pertanto di costruire una chimica delle idee e dei sentimenti morali che mostri come ogni produzione spirituale abbia una base materiale: tutte le verità sono storicamente situabili e l'evidenza di una proposizione non è segno della sua verità, ma dei fatto che essa corrisponde meglio di altre ai condizionamenti psicologici e sociali. La seconda fase del pensiero di Nietzsche va dal 1876 al 1882 ed ha una forte impronta antimetafisica, scettica e positivistica. La filosofia di Nietzsche cerca ora di reperire il se stesso ultimo del mondo e dell'uomo, il terreno su cui poggia l'esistenza: per questo egli deve sgombrare il campo da ciò che si è sovrapposto a questi elementi e riscoprire l'essere autentico. Da questo ricominciamento parte la rinascita verso una vita artistica. Questa nuova impostazione rivaluta la figura del filosofo-scienziato che analizza e critica, è lo spirito libero della prefazione a Umano, troppo umano. |