Basta leggere di tempo in
tempo il Maometto di Voltaire per rappresentarsi con chiarezza alla mente che
cosa una volta per tutte, con quella rottura della tradizione, sia andato
perduto per la cultura europea. Voltaire fu l'ultimo dei grandi drammaturghi,
l'ultimo che domasse con greca misura la sua anima molteplice, che era
all'altezza anche delle più grandi tempeste tragiche; egli potè ciò che
ancora nessun tedesco ha potuto, perchè la natura del francese é molto più
affine a quella greca che non la natura del tedesco; come pure egli fu l'ultimo
grande scrittore che, nella composizione del discorso in prosa, avesse orecchio
greco, coscienziosità artistica greca e greca semplicità e grazia; anzi fu uno
degli ultimi uomini che sapessero riunire in sè la più grande libertà di
spirito e un modo di pensare assolutamente non rivoluzionario, senza essere
incoerenti e pavidi. (Umano, troppo umano; af. 221)
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