I MISTERI DEL COSMO

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I misteri del Cosmo

Lulu Editore

ISBN: 978-1-4475-9251-8

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L'astronomia è una disciplina antichissima, lontana nel tempo quanto l'origine dell'uomo. Non solo è la più antica forma organizzata di conoscenza ma, tra tutte le discipline scientifiche, è senza dubbio quella che più profondamente ha influenzato e condizionato il pensiero e la struttura stessa delle società di tutti i tempi. Un tempo la comprensione dei meccanismi celesti permetteva la creazione di un calendario legato ai cicli dell'agricoltura, ma anche consentiva previsioni astrologiche di fenomeni celesti, quali le eclissi, ritenute eventi infausti. Lo studio degli astri era una vera e propria filosofia della natura, ma vedeva mescolati aspetti finalistici, magici e religiosi. Oggi, anche se nello studio degli astri non si mescolano più aspetti magici e religiosi, non cessa il forte condizionamento che il pensiero ha subito da questi studi, al punto che tuttora c’è chi confonde l’astronomia con l’astrologia.
La cosmologia moderna, nata intorno al 1915, anno in cui Einstein pubblicò il primo articolo sulla teoria della relatività generale, ha rivoluzionato il modo di concepire la realtà. L'osservazione dei corpi del Sistema Solare tramite sonde spaziali, negli ultimi decenni ha compiuto passi da gigante e anche lo studio delle stelle e delle galassie, grazie alle tecniche spettroscopiche e fotometriche, ha spinto molto in là le nostre conoscenze. La cosmologia, tuttavia, continua ad essere un mistero. Le strabilianti conseguenze della teoria della relatività hanno immerso l’uomo contemporaneo in un contesto che fatica a comprendere a causa della finitezza della sua condizione umana (1). Gravità, curvatura spazio-temporale, paradossi, se da un lato rivelano una realtà misteriosa, dall’altro aprono inquietanti interrogativi circa l’origine e il destino dell’universo. Materia, antimateria, materia oscura, spazio curvo, gravitazione, collassi e buchi neri immergono l’uomo in una realtà di difficile comprensione. Un mondo in cui, se viaggiassimo alla velocità della luce, ci contrarremmo talmente tanto da risultare invisibili, un mondo in cui il tempo sarebbe talmente rallentato da essere immobile e dove l’uomo sarebbe  praticamente immortale.
Anche idee comuni, quali quelle di fine e inizio, che usiamo per valutare il corso ordinario degli eventi, nelle spiegazioni cosmologiche assumono un significato particolare e di difficile comprensione. Allo stesso modo tutte le emozioni ordinarie relative alle cose e alla loro esistenza finiscono per sconcertarci quando tentiamo di trasportarle in uno scenario completamente diverso qual è quello del Cosmo! Eppure il nostro modo di concepire la realtà, se da un lato è incapace di liberarsi dalla finitezza del sentire umano del quale è inconsapevolmente prigioniero, dall’altro non può non farci subire la seduzione degli astri. E’ per questo che non possiamo fare a meno di continuare a guardare il cielo. 

 

(1) Bondi H., Sciamad e altri, Cosmologie a confronto, Torino, Boringhieri, 1977.

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