UN DELICATO PROFUMO DI ORTICHE

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Un delicato profumo di ortiche

Carabba Editore

ISBN: 978-88-6344-122-2


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Maddalena cresce nel secondo dopoguerra in una famiglia dove impera una fede religiosa esaltata facente capo ad una società omologata, a modelli stereotipati imposti e tacitamente condivisi. In questa dominante uniformità si fa largo la prepotente diversità emotiva e cognitiva della protagonista. Considerata “magra, linfatica, inappetente e anche un po’ stupida”, Maddalena in realtà possiede una singolare intelligenza ed è una persona strana, strana per il suo tempo, strana per i suoi anni, strana per la sua gente.

In questo contesto Maddalena cresce, acquisisce capacità, competenze e potenzialità che chi la circonda nemmeno immagina. Con grande rapidità avvengono in lei cambiamenti profondi che riguardano il modo di pensare, di sentire e di rapportarsi agli altri. 

Una sete di conoscenza che non riesce a placare, la porta a cercare risposte in letture sempre più impegnative, la induce a parlare con i protagonisti irreali dei libri dai quali attinge respiri profondi e orizzonti sempre più lontani. 

Presto, tuttavia, anche la conoscenza mostra a Maddalena il suo volto più pericoloso, nascosto sotto le sembianze di una società deformata dall’ignoranza e dalla superstizione. Questo volto è spaventoso, ha fattezze lusinghiere, ma nasconde artigli velenosi usati per sottomettere gli uomini al potere.

E’ qui che si avverte prepotentemente il senso della storia, un mostruoso gigante con i piedi d'argilla che porta in sé una contraddizione irrisolta e irrisolubile del pensiero politico della modernità: l'inconciliabilità tra individuo e collettività, tra autorità e libertà, tra stabilità e mutamento. Maddalena comprende che i meccanismi del potere, per materializzarsi davvero, abbisognano dei grandi libri, della cultura che addomestica e che non muore mai. 

L’amicizia, gli affetti, la metamorfosi umana, portano alla luce momenti e atti imprescindibili di una società profondamente alterata e Maddalena decide di percorrere l'unica strada che le sembra possibile, ossia il rifiuto dell'uomo moderno e della storia trasformata nel racconto che il potere fa di sé. Comune all’intera narrazione è anche, infatti, il tema della morte: morte fisica, materiale, spirituale, ideologica e trascendentale nella sua più varia espressione e che sfocia in un simbolico suicidio. È una morte umana e sociale sottile e impercettibile di anni che mostrano i valori terribili di un contesto sociale stravolto da una visione errata dell’esistenza. 

Immergersi nella lettura di quest’opera significa leggere se stessi e il proprio vissuto attraverso i personaggi che si alternano e che, ciascuno con una propria specificità e individualità, manifestano, attraverso la varietà di pensieri, sensazioni, emozioni e sentimenti, la malinconica e crudele faccia di un secolo che, con i suoi errori, ha gettato le basi per un futuro che incute paura.

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